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sabato 3 giugno 2017

Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore - Recensione

Trama
"C'erano una volta un ragazzo e una ragazza. C'erano una volta perché adesso non ci sono più. Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l'idea. Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l'avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio. Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c'era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui."

Recensione

Susanna Casciani, racconta con questo libro una storia che mi ha toccata nel profondo. Ammetto di essere stata parecchio in crisi durante la lettura di questo bellissimo libro, poiché mi sono letteralmente rivista in Anna, vedendo anche in Tommaso il mio ultimo amore. Un amore sprecato, come sprecate sono state le mie lacrime, col senno di poi. Iniziai a leggere questo libro appena uscito nelle librerie ma lo abbandonai sul mio scaffale perché mi procurava un'amarezza di vivere unica: trovavo leggere una cosa orribile. Qualche giorno fa mi sono fatta coraggio e l'ho ripreso in mano, finalmente senza più soffrire e riuscendo a concluderlo.

"Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore" ci catapulta fin dall'inizio nei primi giorni di solitudine di Anna, appena diventata single dopo la convivenza con Tommaso. I due si conoscono molto lentamente, senza quasi nemmeno volerlo. Si incontrano senza mai darsi appuntamento, e improvvisamente decidono di iniziare una convivenza, così come all'improvviso lui decide di andarsene. Anna non riesce a vedere nulla di buono con l'assenza di Tommaso, non riesce a darsi pace. Il tutto è scritto sotto forma di lettera, o più probabilmente di diario, contando pagina dopo pagina il numero dei giorni che sono passati dalla fine

Ammetto che il libro, nonostante tutto, mi è piaciuto davvero tanto. Susanna Casciani è capace di far emozionare il lettore anche solo con alcune piccole frasi, o piccoli scorci di una sola pagina. Utilizza parole semplici rendendo in questo modo la lettura davvero molto scorrevole e piacevole. D'altra parte è altrettanto capace di ferire, fare male. Molto male. 

Mi sento di consigliare questo libro a lettrici giovani, magari da leggere sotto l'ombrellone in spiaggia o in piscina. Lo consiglio assolutamente a chi ha appena avuto una delusione amorosa: armatevi di coraggio e santa pazienza, sopportate il groppo che vi verrà alla gola e vedrete che questa bellissima lettura saprà aiutarvi! 

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